Passare attraverso

di Alain Chivilò

 

Oltrepassare. Andare attraverso. Andare oltre i muri non fisici ma presenti in base alle circostanze, situazioni e preferenze del momento e del periodo. Un’arte d’azione, un’arte performativa che implica connotazioni e cambiamenti sociali. Questo non è un gioco, né si tratta di prendere in giro gli spettatori. Un’arte che supera le barriere umane per andare oltre le consuetudini imposte o artificiali.

‘Passing Through’ (Passare Attraverso) di Murakami Saburo (del 1956) è questo. Ieri come oggi stessi concetti e stessa concettualità. Rottura, nel vero senso del termine, per un oltre senza confini e barriere.

Nel 1955, durante la prima esibizione, il fondatore del Gruppo Gutai Jiro Yoshihara affermò come “ci fosse il rumore terrificante della carta che Murakami aveva teso, come uno spesso tamburo che si strappa. È stata un’occasione unica per sperimentare la sensazione del mio corpo in piedi in uno spazio diverso quando la carta è stata strappata”. Successivamente, nel 1956, Saburo si lanciò ripetutamente attraverso numerosi schermi di carta eretti verticalmente e divenne l’unico ad andare oltre fisicamente ed energeticamente nell’arte.

Qui sotto il video live di Passing Through, ieri come oggi:

 

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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