dalla Peggy

di Alain Chivilò

 

Per gli artisti principalmente Veneziani dalla Peggy si poteva respirare modernità, frequentare un ambiente internazionale e magari cercare di entrare nei suoi interessi filantropici. A Venezia era conosciuta per i suoi occhiali e cappellini assieme a quel modo di essere presente nella città della Serenissima.

Peggy Guggenheim, enciclopedicamente scrivendo, era una collezionista d’arte nata il 26/8/1898 a New York e morta il 23/12/1979 a Camposampiero. Nipote del finanziere e collezionista Solomon R. Guggenheim, come ereditiera e mecenate fu presente nell’arte sovvenzionando, acquistando, gestendo e dando impulso alle correnti Moderne dell’epoca. Fu a Londra (1938-39) nella galleria Guggenheim Jeune esponendo Kandinskij per la prima volta nella capitale, mentre a New York, presso la sua galleria “Art of this century” (1942-47), promosse gli artisti dell’Espressionismo Astratto (Scuola di New York). A Venezia arrivò nel 1947 nel ruolo di collezionista, mecenate, filantropa, bohémien rianimando gli ambienti culturali della Serenissima. Due matrimoni e due divorzi: 1922 con lo scrittore Laurence Vail, divorzio nel 1930 e con il pittore surrealista Max Ernst 1941, divorzio nel 1946.

Oggi la sua casa, palazzo Venier dei Leoni, è un Museo molto visitato con opere acquisite da Peggy. Tra i suoi aforismi: “Avendo molto tempo e tutti i fondi del museo a mia disposizione, mi sono imposta di acquistare un quadro al giorno”. Inoltre, “Ho indossato uno dei miei orecchini Tanguy e uno realizzato da Calder per mostrare la mia imparzialità tra surrealismo e arte astratta”.

La foto che la ritrae: Peggy Guggenheim, anni Cinquanta, Archivio Cameraphoto Epoche © Vittorio Pavan. Stampa analogica, 1970. Stampa alla gelatina d’argento, cm 20×25.

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

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