L’Altalena in fronte al mare

di Alain Chivilò

 

L’altalena, al di sopra di tutto, dalla terra al piccolo cielo e ritorno, dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso. Ma anche alterna vicenda oppure oscillare da una posizione all’altra. In ogni caso l’altalena, nel suo principale significato, è una tavola sospesa mediante funi a un alto sostegno (per esempio ramo d’albero, trave orizzontale, struttura predisposta), sulla quale una persona, seduta o in piedi, oscilla avanti e indietro con periodici impulsi, per la spinta ch’essa stessa si imprime o che le viene data da altri. Altro tipo è quella tavola collocata in equilibrio sopra un sostegno (tronco, sasso o simili) alle estremità della quale siedono due persone che, per gioco, s’innalzano e si abbassano alternatamente.

All’improvviso qualcuno ha parlato di vuoto con un gesto poco educato. Ma se esiste l’ispirazione, perchè non creare dei veri contatti diretti senza interposte persone? La vita è fatta di collegamenti diretti, oppure tutto vive nell’interesse e nella speculazione?

Ritornando all’articolo, alcune citazioni sull’altalena, tra gioco, nobiltà interpretativa e vita.

– Sedevo sulla nostra piccola altalena e mi riposavo tra gli alberi, nel giardino dei miei genitori.

Franz Kafka, scrittore Boemia, da “Beim Bau der chinesischen Mauer” (racconti postumi), 1931

– ho visto Nina volare
tra le corde dell’altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena

Fabrizio De André, cantautore Italia, dall’album “Anima salve”, 1996.

– Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un’altalena sola
Che non finisse mai quel dondolio
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo

Michele Mari, poeta Italia, da “Cento poesie d’amore a Ladyhawe”, 2007

– In fondo, cos’è un’altalena? È un palcoscenico sospeso su cui recitare, che mette in mostra il corpo e dà risalto al viso, è una barchetta in mezzo alle onde, è follia e spregiudicatezza, un’occasione offerta alle donne per civettare e scatenarsi.

Mo Yan, scrittore Cina, da “Il supplizio del legno di sandalo”, 2007

– Ti piace volare sull’altalena
nel cielo sempre più blu?
È poco dire che vale la pena:
è meglio dire: niente di più.
Su su salendo sopra la chiesa
nasce allo sguardo un nuovo confine,
e in quella nuova, immensa distesa,
le strade, i fiumi, ponti, cascine.
Finché lo sguardo torna al giardino
giù verso il tetto di tegole rosse.
Ancora volo, ancora sconfino
su e giù nell’aria, ma senza scosse

Louis Stevenson, scrittore Regno Unito, da “Il mio letto è una nave”, 1913

 

©AC, NDSL, AM, Alain Chivilo

 

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