Ludovico De Luigi e la sua Venezia futuribile

 

di Alain Chivilò

 

© Alain Chivilò

 

Con l’ultimo triste record di acqua alta (aqua granda) nell’anno domini 2019, i dipinti dell’artista veneziano Ludovico De Luigi appaiono in una vesta meno surreale per assumere valenza di triste presagio, in un futuro prossimo la cui lontananza temporale è assoggettata alla volontà dell’uomo. Tra ironia, premunizione e contemporaneità, andando oltre la dimensione di una realtà sensibile, il Maestro ha dipinto ambientazioni nelle quali la Serenissima è travolta da eventi catastrofici o, in una quiete apparente, vive all’interno di un trauma già avvenuto. In atmosfere surreal-oniriche, da molti anni, passeggiando tra i negozi in Piazza San Marco a Venezia, la Galleria d’Arte Moderna Ravagnan propone nel suo storico spazio le opere del pittore e scultore Ludovico De Luigi.

 

Classe 1933, 11 Novembre, nasce in una famiglia di pittori aperta alle problematiche culturali nell’ambito dell’arte moderna. Attualmente vive e lavora nella Serenissima. La sua vocazione artistica si sviluppa lungo diverse esperienze. Dopo un’iniziale formazione compiuta nell’atelier del padre Mario, noto pittore astratto, lascia Venezia nel 1950 e vive per un periodo a Torino e a Roma, decidendo poi di trasferirsi in Francia. In questi anni si applica intensamente al disegno e alla copia dei maestri del passato, ricercando contemporaneamente un proprio linguaggio autonomo. Si interessa inoltre alle scienze naturali, in particolar modo all’entomologia, di cui si trova traccia nei dipinti successivi. Nella primavera del 1959 comincia a studiare in maniera approfondita l’opera di Canaletto alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma, assimilandone la grande lezione di unione tra tecnica e mezzi di espressione. Questo lungo e appassionato studio si conclude nel 1964 con la realizzazione della dettagliata copia del dipinto raffigurante Piazza San Marco presente a Palazzo Corsini che, oltre ad essere un esempio di straordinario virtuosismo, costituisce il punto di partenza di una ricerca artistica che dal 1966 si sviluppa con sempre maggiore profondità. Di questo anno è una rappresentazione pittorica di Venezia proiettata nel tempo e gremita di insetti. Nel 1967, assieme alla moglie, la pittrice americana Janice Lefton, lascia l’Italia per recarsi negli Stati Uniti, dove nello stesso anno espone alla Drake Gallery di Chicago. Stimolato dai consensi pubblici e privati, continua nella sua ricerca che accosta a una cultura pittorica consacrata dal tempo un processo di elaborazione surreale che prefigura apocalittici scenari della città di Venezia. In seguito si interessa anche alla scultura, realizzando una serie di opere equestri e altri bronzi, che uniscono all’aspetto onirico un significato allegorico e simbolico. L’avvento dell’era elettronica lo spinge infine ad avvalersi del computer nella produzione dei suoi dipinti. (Bibliografia: biografia da sito web Collezione Peggy Guggenheim, Venezia)

 

Ludovico De Luigi Dark Silence In Suburbia
Ludovico De Luigi Dark Silence In Suburbia

 

Ludovico De Luigi The clock tower
Ludovico De Luigi The clock tower

 

Ludovico De Luigi
Ludovico De Luigi