Ferdinando Scianna Io sono

di Alain Chivilò

© Alain Chivilò

Ferdinando Scianna Marpessa. Caltagirone, 1987 - Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci @ Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna Celia Forner. Sevilla, 1988 – Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci @ Ferdinando Scianna

Dal 31/8/2019 al 16/2/2020, Venezia nella sede di Casa dei Tre Oci propone agli amanti dei clicks fotografici un’ampia retrospettiva dedicata al fotografo siciliano Ferdinando Scianna (Bagheria 1943).

“Viaggio Racconto Memoria” è il titolo che racchiude la filosofia dell’artista attraverso tre dogmi appartenenti al concept fotografico, ma vitali per la sua vita intellettuale. Nella città della Serenissima la mostra diventa un’occasione, probabilmente unica, per ammirare e approfondire il pensiero di un’artista lungo un intero iter di ricerca fortunatamente ancora aperto. Tutto ruota da una “propria Itaca” dove “uno se la porta dietro” per produrre “il racconto senza nostalgia e senza fine” come da indicato da Ferdinando. Ben 180 opere in bianco e nero, lungo due piani dello storico edificio posto nell’isola della Giudecca attraversano una carriera ancora aperta. Indubbiamente “Scianna è figlio della cultura realista italiana, quella che vede Verga e Capuana a capo della corrente che in Italia prende il nome di Verismo”, come scritto dal curatore Curti. Una sicilianità sempre avvertita ed esternata fin dagli anni Sessanta, cristalizzando ciò che fu la sua Sicilia in ottica attuale.

Primo fotografo italiano ad entrare nel 1982 all’interno dell’agenzia fotogiornalistica Magnum, Scianna ha approfondito la tematica del reportage attraverso realtà umane, paesaggistiche e di vita quotidiana. Come da sua stessa indicazione, tutto partì dal Maestro Henri Cartier-Bresson e la delicatezza d’impressionare la pellicola: immagini “trovate” e catturate in un’istante sapientemente colto per una narrazione senza fine. Saper dunque carpire da un lato una geometrica visione d’insieme, dall’altro una percezione di vita metafisica. Un approccio vivo in Scianna e utilizzato anche negli scatti dedicati al mondo della moda presenti nella personale veneziana.

Momenti, situazioni, prospettive, presenza, delicatezza, sinergie, tracce, volti, paesaggi, nature silenti, tradizioni, costumi sono sempre inquadrati in una visione atta a trascendere tutto quello che l’artista imprime nella pellicola. Una riflessione costante che ci permette di soffermarsi in ogni suo scatto pur essendo, oggi, una società costantemente bombardata da immagini create da una collettività essa stessa soggetto principale del proprio vissuto, gli scatti di Scianna ci riportano così in una dimensione onirica sempre di classe. Tra asprezza e dolcezza ogni foto ha una propria storia che visivamente si racconta e si trasferisce a chi sta innanzi. Un quid che solo i grandi fotografi possiedono e sanno manipolare, differenziandosi così da quelli bravi operanti lungo sequenze interessanti, ma da un’atmosfera già rivista, probabilmente per una maggiore presenza manualistica. Ferdinando Scianna, lungi chiaramente da questo trend, è il maestro, anche se non ama questo appellativo, che sapientemente blocca l’istante in infinite ermetiche poesie. Un percorso espositivo ricco che probabilmente avrebbe scandito, con qualche opera esposta in meno, maggiormente il respiro lungo l’incessante interazione tra fotografie e visitatore. Ciò non toglie, però, l’importante curatela e la grande possibilità di ammirare l’ampia disamina entrando appieno nelle introspezioni di Scianna.

Ferdinando Scianna Marpessa. Caltagirone, 1987 - Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci @ Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna Marpessa. Caltagirone, 1987 – Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci @ Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna, Interno esposizione II piano, by Alain Chivilò - Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci
Ferdinando Scianna, Interno esposizione II piano, by Alain Chivilò – Uso Stampa x Mostra Venezia, Tre Oci